Otello Amleto Spadini a Genova. Nella galleria Giuseppe Mazzini nel 1937, Amleto presentava in uno stand in collaborazione con la "Bottega del Caffè" la sua creazione. L'inventore della caffettiera, l'oggetto più italiano di sempre, non avrebbe mai e poi mai immaginato che un giorno la sua macchinetta, sarebbe diventata simbolo dell'Italia nel mondo.
A Produrla, sì, proprio lui... Bialetti. Nel 1936, Amleto Spadini alla ricerca di un produttore che potesse alleviare il lavoro di produzione a Genova, conobbe Alfonso Bialetti. In quell'anno ad ottobre tra i due venne stipulato un contratto. Bialetti avrebbe così prodotto a conto terzi la caffettiera di Amleto Spadini.
Dalla documentazione storica ritrovata, furono circa 500 le caffettiere che vennero prodotte ad Omegna in quei due anni. La fonderia di Spadini situata a Genova avrebbe cosi potuto occuparsi della produzione di oggettistica per la casa, e soprattutto l'aiuto di Alfonso Bialetti avrebbe cosi attenuato il lavoro al giovanissimo figlio di Amleto, Renzo.
Il contratto tra i due venne modificato a dicembre dello stesso anno. Amleto avrebbe dovuto fornire ad Alfonso il materiale base: l'alluminio.
Nel 1937 Amleto Spadini (così preferiva farsi chiamare), depositò una privativa industriale. Ora la sua caffettiera era al sicuro (o quasi).
Privativa industriale n.14691, del 1937
L'immagine completa di Amleto Spadini accanto alla sua creazione nel suo stand non lascia più dubbi, lui è l'inventore della caffettiera; bisogna dare finalmente merito ad un imprenditore, inventore, caduto ingiustamente nell'anonimato. Sminuire gli eventi del passato, fare finta di niente, coprire le verità è sintomo di incorrettezza storica.





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